"Non chiamarmi Tesoro!" si sarebbe potuto chiamare
anche "Alice nel Paese delle Meraviglie" perché tratta di
un'esplorazione (non a caso l'autrice si firma Adora Scout) dentro un mondo
sotterraneo, così come accade alla protagonista del romanzo di Carrol.
Adora insegue il "Coniglio Bianco" delle proprie fantasie più segrete
e precipita nel "Buco Nero" di una sessualità mai realizzata.
Un colpo di fortuna la porta dal virtuale alla realtà nel giro di poche ore.
Incontra un Master e, con dubbi, umorismo, goffaggine, Adora intraprende il
sentiero di schiava.
Il finale del libro è aperto, perché rispecchia il concetto bdsm di saper
superare - anche se gradatamente - i propri limiti in ragione del piacere, ma
anche della conoscenza interiore, senza gli inquinamenti della convenzionalità.
Adora Scout, già professionalmente impegnata nel
mondo dell'editoria, collabora con la casa editrice 'The Principe Editore'
in qualità di consulente.
"Non chiamarmi Tesoro!"
è il suo primo romanzo in campo bdsm, ma ha goduto di varie altre pubblicazioni,
fra cui nel settore della fantascienza per la casa editrice 'Editore Nord'.